Biografia

Sonia Scaccabarozzi, nasce a Vimercate nel 1969, ora vive e lavora in Brianza, a Merate.

Il bisogno di esprimersi attraverso il disegno la porta a frequentare l’Istituto d’Arte di Monza, dove ha la grande fortuna di incontrare AG Fronzoni, designer milanese e maestro di vita. Terminati gli studi, inizia a collaborare come grafica con la casa editrice Electa.

Nel 1996 si avvicina alla scultura e, la scoperta della terza dimensione è una vera

e propria rivelazione. Inizia un periodo di ricerca che la porta a sperimentare nuovi materiali; la ceramica è il primo di questi, dal gioiello al vaso alla scultura di grandi dimensioni; nel 2009 realizza la prima mostra personale.

Con il tempo inizia a lavorare il legno, la maggior parte delle opere realizzate

sono grafico-tridimensionali e di forte impatto cromatico; dall’argilla al legno e dal legno al metallo: nel 2014 impara a saldare ed il ferro diventa il “suo materiale”; realizza sculture e installazioni in ferro che raccontano la vita di tutti i giorni, le emozioni, gli incontri, la luna, il vento.

Nel 2017 pubblica il primo libro “Imperfetti Equilibri”.

Nel 2019 introduce nella sua ricerca un altro materiale, il cemento che lavora con la carta; l’idea è dare tridimensionalità al segno.

Cemento e carta, due materiali opposti che permettono a Sonia di giocare con forme, colori e spessori diversi. Le opere con il legno e con la carta fanno parte di una serie intitolata Trame; oltre ad avere un contenuto grafico, le trame sintetizzano momenti della vita, cambiamenti, sovrapposizioni, incontri, fasi attraversate che lasciano un segno e che portano alla ricerca e scoperta di nuove trame.

Fantasia creativa, frenesia immaginativa, una corrente irrefrenabile di impulsi, un gioco infinito di variazioni, sperimentando ogni configurazione possibile della forma, afferrando e valorizzando ogni connotazione simbolica della materia. Voli pindarici e giochi di associazioni, liberati dal peso della gravità, ma sempre ancorati al fondamento, all’origine della materia. Forme svincolate dal dovere della funzione, ma non svuotate della memoria della provenienza e della consistenza simbolica dei materiali.

La grafica e il disegno sono, per Sonia Scaccabarozzi, solo punti di partenza per avventure artistiche e per esplorazioni degli effetti poetici ed estetici prodotti da inedite combinazioni di materiali e di forme. Un viaggio vissuto come dialogo ininterrotto con la materia, una pratica artistica che interroga la materia e la sua vocazione a generare connessioni simboliche, che chiama la forma a rispondere dei suoi confini fino a lambire l’orizzonte delle sue possibilità. Nelle opere di Sonia incontriamo segni scissi da legami diretti con l’utilità e la funzionalità, ma connessi alla responsabilità della bellezza e all’imperativo dell’originalità. Personalità e sensibilità sono i punti cardinali che orientano la direzione del lavoro di ricerca dell’artista, ma anche un sottile humor ed un tocco di autoironia che restituisce un’aria di intelligente e consapevole leggerezza. Occorre aprirsi all’innocenza del sorriso – sembra suggerirci il lavoro della scultrice – le sue opere, infatti, rivelano una sorta di virtù terapeutica: stimolano il pensiero positivo e l’abbandono di atteggiamenti di chiusura e difesa psicologica. Innescano una salutare, istintiva, apertura alla relazione negli osservatori, inducendo serenità emozionale e purezza ideale, perfetta per fare dell’arte un buon uso sociale e una attitudine morale.                                                                                                                                                                                Vittorio Raschetti